PO 444

36 progettare 444 • marzo 2022 filiera siderurgica, con una crescita molto sensibile per tutti in termini di volume e fatturato. La produzione italiana di acciai nel 2021 è stata di 24,411 milioni di tonnellate, superiore del 19,8% rispetto al totale 2020 e del 5,3% migliore in confronto al 2019. L’output di dicembre 2021 è stato l’unico a segnare una flessione con gli stessi periodi dell’anno precedente, registrando un -7% su dicembre 2020. Risulta chiaro come a pesare sia stato il picco dei costi energetici, che ha portato molti produttori a decidere di anticipare e allungare la pausa natalizia”. A confermare la dinamica è anche Vecchio di Anie Automazione, che riporta i dati ela- borati dal Centro studi di Confindustria: “Il prezzo dell’energia elettrica continua a regi- strarevalori record: nelmesedi dicembreha raggiunto la media mensile più elevata da quando la Borsa italiana è stata costituita, superando 280 euro/MWh con un +450% ri- spetto al valore di gennaio 2021. Per quanto riguarda ilmercatodel gasnaturale, il prezzo è passato dai circa 20 c€/Smc di gennaio 2021 fino ai 120 c€/ Smc di dicembre 2021 (con punte giornaliere che hanno raggiunto il valore record di 180 c€/Smc)”. Competitività a rischio A risentire in maniera più drammatica dei rincari sono quindi sicuramente i settori energivori, non solo le acciaierie ma anche tutta una serie di comparti in cui la com- ponente energetica pesa maggiormente sul prezzo del prodotto finito. “L’impatto dei maggiori costi energetici si scarica so- prattutto sulle imprese industriali - spiega Vecchio -. È possibile individuare i settori in cui l’energia pesa di più: la lavorazione dei minerali non metalliferi (come cemen- to e ceramica, con un costo energetico pari all’8% dei costi totali di produzione), la metallurgia (11%), la chimica (14%), la lavorazione della carta e del legno (5%), la gomma-plastica (5%). E questi dati non incorporano l’aumento dei prezzi nel 2021, che ha sicuramente aumentato molto i va- lori”. Per questi settori, essendo al momento difficile scaricare a valle tutti gli aumenti, il caro-energia si traduce quindi in forte erosione dei margini operativi. “Le aziende che risentono maggiormente sono quelle medio piccole, legate ai settori più ener- givori: metallurgia e siderurgia, ceramica, vetro, gomma, plastica - conferma Villa di Federtec -. Questa situazione non trova riscontro in nessun altro periodo storico recente e crea un profondo disequilibrio, contraddistinto da una forte crescita della domanda e da un’offerta che sta subendo notevolissimi rincari, causando una forte erosionedeimargini aziendali. Se si aggiun- ge la scarsa reperibilità delle materie prime e la mancanza di componenti elettronici, gli apparati produttivi delleaziendeedell’intero sistema manifatturiero mondiale risultano in seria difficoltà. In Italia ci troviamo di fronte ai primi segnali di aziende costrette a ridurre la produzione e in qualche caso a ricorrere agli ammortizzatori sociali per fronteggiare il costo energetico”. Conferma lagraveportatadel fenomenoBanzato:“Per noi che siamo altissimi utilizzatori, un tale aumento di un fattore di costo così impor- tante è devastante e rischia di metterci fuori mercato. Pur avendo un buon portafoglio di ordini, molte aziende si sono viste costrette negli scorsi mesi a rallentare o fermare la produzione nelle ore di picco dei costi ener- getici”. Anche per il perimetroAnie, riprende Vecchio, il 2021 ha rappresentato un anno di ripresa importante in quasi tutti i settori, e ciò ha aiutato le imprese ad assorbire in parte la diminuzione di marginalità dovuta all’aumento dei costi dell’energia. “Il pro- blema è che dopo il prevedibile rimbalzo del 2021 vi sarà sicuramente un periodo di stabilizzazione - diceVecchio - che congiun- tamente all’imprevedibile comportamen- to del prezzo dell’energia e all’altrettanto imprevedibile andamento dei prezzi delle materie prime e dei trasporti rende il futuro molto opaco da un punto di vista della so- INCHIESTA

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