PO 442- Novembre 2021

progettare 442 • novembre / dicembre 2021 29 aumentatodel +42%nei primi tremesi 2021 sul 2020, e del +26% sul 2019. Nella corsa all’innovazione dell’industria cinese sono quindi grandi le opportunità per le aziende italiane, a patto di entrare in sintonia con la velocità di sviluppo del mercato cinese e con le direzioni che questo sta prendendo. Corsa al manifatturiero avanzato Il 2021 è per la Cina l’anno di consolida- mento della crescita positiva della propria economia, con un mercato domestico in forte espansione in tutti i settori. Sostenuto da importanti investimenti del Governo cinese orientati alle nuove tendenze del manifatturiero: digitalizzazione e soste- nibilità. Il 14° Piano Quinquennale della Repubblica Popolare Cinese ha definito chiaramente le linee guida di politica eco- nomica per i prossimi anni, basate su tre grandi direttrici: Transizione energetica, Indipendenza scientifica e tecnologica, Dual circulation. “La Cina è sicuramente il più grande mercato di sbocco al mondo per la meccanica - afferma Paolo Bazzoni, presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina -. Certo è unmercatomolto competitivo, difficile da interpretare e da gestire ma ricco di opportunità e in grande crescita, con una domanda fortemente o- rientata alla qualità. Qui la digitalizzazione, l’innovazione, la qualità delle soluzioni e la propensione agli investimenti nello svilup- po locale del business sono fattori chiave di successo per le aziende, che devono poter interagire con la sempre più esigente domanda interna”. Quello che occorre oggi in Cina è una chiara strategia di posiziona- mento e di sviluppo, sostiene il presiden- te, sostenuta da adeguati investimenti in supply chain e R&D. Perché il rischio è di venire gradualmente marginalizzati dalla fortissima competizione locale, che cresce in tecnologia e qualità. Le aziende italiane in Cina possono però fare la differenza nel percorso dell’industria locale verso la manifattura avanzata ed eco-sostenibile, in virtù non solo delle spiccate capacità di innovazione digitale, automazione ed efficientamento, ma anche della loro ca- Ricerca e Sviluppo in Cina Santoni è un produttore di macchinari tessili principalmente per produzione di calze, home textile, sportswear. L’azienda ha celebrato il centenario nel 2019 e dal 2004 opera in Cina con una propria struttura, nata per realizzare parti delle macchine da esportare in Italia. Dal 2008-2009 ha cominciato a produrre macchine in Cina, ampliandone poi la gamma gradualmente. Fino a comprendere che le esperienze già in possesso non bastavano più a dare risposte efficaci al mercato cinese, ma che serviva un approccio diverso, confrontandosi con il mercato locale. “Siamo allora divenuti un Gruppo e abbiamo acquisito aziende cinesi - racconta Tiziano Sandonini (in foto), vicepresidente Santoni (Shanghai) Knitting Machinery, dal 2009 residente in Cina -: il passaggio è stato decisivo perché ci ha permesso di entrare anche su mercati e prodotti tipicamente locali. Oggi produciamo local su local per un mercato interno tra i più grossi al mondo, non solo per quantità di prodotto ma anche per le esigenze che esprime. La richiesta interna è molto selettiva e i nostri clienti cinesi diventano esigenti sia dal punto di vista tecnologico che di sviluppo prodotto, e questo ci impegna tantissimo nel fare ricerca. Diventa anche importante costruire una propria metodologia per fare patent in Cina, per coprire adeguatamente ciò che si sviluppa in quanto la mera traduzione dei brevetti dall’inglese porta alla totale incomprensione da parte dei partner cinesi”. Fonda- mentale per Santoni sono stati quindi gli investimenti per creare una R&S in Cina oltreché un centro di sviluppo dei materiali che vengono realizzati con le macchine dell’azienda. Determinante per la crescita dell’azienda, che qui quest’anno arriverà a toccare il record di 165 milioni di fatturato.

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