PO 442- Novembre 2021
30 progettare 442 • novembre / dicembre 2021 INCHIESTA Business plan cinese Itema è specializzata in macchine automatiche per tessitura. Cresciuta nel corso degli anni con alcune acquisizioni, le origini italiane sono in Somet, fondata da Gianni Radici nel 1967. In Cina l’azienda fattura 45 milioni di euro e ha un marchio registrato, Yi Da, con cui è meglio nota, e detiene il 20% del mercato cinese nell’inserzione a pinza. “Nei busi- ness plan delle aziende per investire in Cina è ancora troppo sopravvalutato il costo del lavoro - dice Lorenzo Maffioli (in foto), managing director Itema Weaving Machinery (China) -. Se proprio deve essere un criterio, occorre vedere la location scelta in un orizzonte di 10 anni: ci sono aree molto attrattive in Cina ma che è facile prevedere entro qualche anno avranno problemi di disponibilità di manodopera, incrementando i costi. Sono piuttosto un fautore del costo della supply chain: un’azienda dovrebbe fare un’analisi di dove sono i fornitori di cui ha bisogno, per il proprio livello di qualità e tecnologia, valutando bene l’impatto dei costi di trasporto. La quasi totalità dei nostri fornitori in Cina è entro 3 ore di camion. Ancora, per quanto riguarda le policy territoriali, è sempre remunerativo as- sumere un legale che faccia da ponte con le autorità locali, negoziando le migliori condizioni e incentivi. Sarebbe infine auspicabile integrare il business plan con le azioni necessarie per avere la qualificazione di High Technological Company, il cui primo requisito è il numero di brevetti detenuto. Questa consente infatti di avere sconti sulla company income tax. Infine, per i costruttori di macchine: organizzarsi per fatturare il software embedded separatamente dalla macchina, in quanto in Cina questo è equiparato al software sviluppato a sé, con quindi un’IVA più bassa”. ratteristica capacità di ascolto e collaborazione per customizzare soluzioni ad hoc per i clienti locali. Molto positivi sono i riscontri che giungono da Sace, che in Cina ha chiuso un 2020 straordinario rispetto agli anni precedenti, con operazioni di cre- dito al fornitore per 50 milioni di euro e la prima operazione di push strategy con un finanziamento da 150 milioni di dollari per uno dei principali player cinesi nel petrolchimico. Pronta quindi a una serie di match-making per portare fornitori di tecnologie italiane al nuovo cliente. Il tutto grazie anche al fatto che la Cina ha lanciato segnali di apertura sul fronte della finanza, consentendo alle aziende cinesi di accedere a fonti di finanziamento internazionali. Tecnologie e integrazione Per cogliere le opportunità presenti in Cina è essen- ziale che le aziende sappiano cosa prevede di fare il Paese per perseguire l’upgrade tecnologico che permetterà alla sua industria di risalire la catena del valore e aumentare la propria quota di valore aggiunto.“Diverse opportunità si stannodelineando nel mercato cinese, a partire soprattutto dal 2022 - spiega Roberto Saponaro, coordinatore del Manu- facturing EngineeringWorking Group (Mewg) della
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